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A quarant'anni dalla scomparsa un nuovo libro di Achille Campanile.

Attraverso una raccolta di scritti inediti e dispersi, pubblicata da Nino Aragno Editore, Achille Campanile torna a parlarci. Lo fa a quarant'anni dalla sua morte, avvenuta nel 1977, in occasione della prima edizione del Premio Nazionale Teatrale Achille Campanile, con il quale il figlio Gaetano ha voluto onorare la memoria del padre. Quando pensavamo di aver letto tutto di lui, ecco l'inaspettato ritorno dell’Inventore del cavallo che, con questa nuova antologia dal titolo “Grazie, arcavolo! - scritti inediti e dispersi di Achille Campanile”, torna a farci sorridere e commuovere. Sono circa cinquanta brani che l'immenso archivio Campanile ci restituisce, e documentano soprattutto l’attività giornalistica dello scrittore, attraverso testi apparsi o destinati ai principali quotidiani o riviste cui l'autore ha dato ininterrottamente la sua collaborazione già a partire dagli anni ‘20. Per la maggior parte si tratta di semplici veline e ritagli di giornali, materiale frutto della sua collaborazione a “La Gazzetta del popolo” a partire dagli anni ‘30, quando lo scrittore è già nel pieno della sua maturità artistica e poi a “Il Settebello” o il “Corriere d’informazione” o ancora testi pubblicati su “Nuova Antologia”. Tra le storie ed i personaggi, c'è Gastone Barilla detto “L’Incomparabile”, non perché nessuno potesse a lui compararsi ma unicamente perché non fu mai possibile indurlo a far da compare, o padrino, a qualcuno. Troviamo "Il virtuoso della sordiglina", "I racconti del vecchio Agenore", "I fatti strani che si ripetono". E poi una vera e propria dichiarazione d'amore alla Luna nel brano a lei dedicato, e la storia de "Il suonatore di flauto segreto", con i suoi trionfi - noti a lui solo - della sua carriera di concertista clandestino. Tutte storie e personaggi che in uno spazio sconosciuto convivono indissolubilmente con quelli delle opere più famose di Campanile, come Manuale di Conversazione, Cantilena all'angolo della strada, Se la luna mi porta fortuna, e tante altre storie che oscillano dal "riso scemo" con cui il critico Pietro Pancrazi definì l'umorismo di Campanile, a pagine intrise di lirismo e velate di tristezza. Ed infatti, nella scelta del materiale, abbiamo voluto alternare, come del resto era solito fare lo stesso Campanile, brani di maggiore leggerezza e apparentemente meno impegnativi, a testi più riflessivi ed intimisti. I testi sono corredati da annotazioni e da correzioni apportate sugli originali di pugno dallo stesso scrittore e fedelmente riportati, mantenendo la struttura originale degli scritti dell'Autore, insieme a brevi note illustrative riguardanti il testo o la sua genesi. Per alcuni di essi, pubblicati in tempi ormai molto lontani, si può pensare ad una effettiva opera di recupero. Con questa pubblicazione avranno nuova vita, per consentirne la lettura anche alle nuove generazioni. Il volume contiene inoltre un'ampia biografia dello scrittore. I curatori Angelo Cannatà e Silvio Moretti