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ultimo aggiornamento 22/10/2018

Guardare la realtà con un cannocchiale rovesciato: inaugurata il 20 ottobre la Rassegna Campaniliana 2018

Inaugurazione e spettacolo teatrale per inaugurare la rassegna su Achille Campanile

Ufficio Stampa




In un affollato Auditorium, all’interno della Casa delle Culture e della Musica, sabato 20 ottobre è stata inaugurata la rassegna nazionale di teatro e letteratura “Campaniliana”, giunta alla seconda edizione, per celebrare l’autore Achille Campanile, vissuto nei suoi ultimi anni tra Velletri e Lariano. A introdurre il convegno “Achille Campanile critico televisivo e giornalista” è stata una pièce campaniliana, “Dramma di mezzanotte”, rappresentata dai due noti attori Vittorio Viviani e Martina Carpi. Un inizio che ha voluto sottolineare, prima di qualunque discorso sull’opera dello scrittore novecentesco, la priorità data alla parola di Campanile, capace di muoversi dalla quotidianità, come può essere una normale conversazione tra marito e moglie, per catturare l’attenzione del pubblico in quello che è insieme un continua sfida ai limiti linguistici e un’indagine sul relativismo che governa la condizione umana, lasciandoli sospesi sul mistero che «domani non è mai, ma sarà sempre; appena è, non è più domani ma è oggi». Ringraziando Viviani e Carpi per l’eccellenza nel portare la battuta di Campanile, il dottor Rocco Della Corte, primo relatore a prendere la parola, ha dato prima di tutto spazio alla professoressa Vera Dani, Consigliera della Fondazione di Partecipazione Arte & Cultura, che ha letto la lettera inviata dal Ministro della Difesa Elisabetta Trenta per esprimere l’orgoglio di vedere realizzata nella sua città, Velletri, una rassegna di levatura nazionale. Il dottor Della Corte, curatore della mostra fotografica-documentaria insieme a Gaetano Campanile (figlio di Achille), si è soffermato dunque sul tema prescelto per la conferenza e che fa da guida all’esposizione, sottolineando il particolare carattere di critica militante operato da Campanile su una televisione che, nata il 3 gennaio 1954, era ai suoi primi passi e che lo scrittore seguirà con diverse rubriche giornalistiche, tra le quali spicca quella per le colonne de “L’Europeo”.

Campanile è stato in questo un anticipatore dei tempi, dando inizio a un filone di critici televisivi che conterà nomi illustri negli anni successivi ma anche colpendo la scarsa qualità dei palinsesti, apostrofata nella formula «la scemenza la vogliamo facoltativa, non obbligatoria». Su questo tema centrale toccato da Della Corte si è agganciato il discorso del professor Umberto Broccoli, conosciuto per la sua presenza nei palinsesti RAI e anche per l’incarico di sovraintendente ai beni culturali del Comune di Roma, il quale ha evidenziato nella grande capacità di inventare slogan uno dei tratti condivisi da Campanile con la sua generazione, la stessa di Ennio Flaiano. Per Broccoli, profondo conoscitore del piccolo schermo anche per l’eredità del padre Bruno, la grandezza di Campanile sta nell’avere circoscritto nei titoli dei suoi articoli di critica – alla stregua delle sue opere letterarie – verità ancora attuali in una tv che, diversamente dai tempi campaniliani, non è quasi più scritta e tuttavia continua ad affidarsi a soluzioni scontate o alla ricerca di domande banali nella tragedia, esemplificate da alcune intitolazioni date da Campanile a pezzi pubblicati su “L’Europeo”: «È troppo bella la nostra TV», «Che mestizia l’ultima notizia!», «Le è piaciuto cadere dal ventesimo piano?» (tutti pezzi esposti in Mostra). Il dottor Arnaldo Colasanti, presidente della giuria del Premio Nazionale Teatrale “Achille Campanile”, ha invece mostrato agli spettatori alcuni spezzoni di video tratti da film di Charlie Chaplin e di Totò accostati all’atto unico di Campanile “Acqua minerale”,

per scoprire la grammatica dell’intelligenza che trama l’intera produzione campaniliana. Oltre l’etichetta troppo stretta di “umorista”, che in realtà adombra la sapienza dell’autore nel far vacillare le doxa – le nostre certezze – con i paradossi, per Colasanti è possibile individuare in Achille Campanile il filosofo che l’Italia aspettava e di cui aveva bisogno. Da ultimo, Gaetano Campanile ha ricordato gli anni in cui il padre lavorava come critico televisivo, spesso presentandosi all’appuntamento di consegna, il giovedì alle 17, senza aver scritto l’articolo e rimediando via telefono con una dettatura in extremis in cui riusciva comunque a trasmettere un’estrema lucidità di visione del reale e di scrittura. Al termine degli interventi dei relatori, il Sindaco di Velletri Orlando Pocci e l’Assessore alla Cultura Romina Trenta hanno portato il saluto delle istituzioni al folto pubblico presente in sala, rendendo merito a una manifestazione che porta lustro al nome della città anche grazie al patrocinio nazionale del Mibact. In presenza delle autorità cittadine è stata inaugurata nella Sala degli Affreschi la mostra “Creazioni della fantasia e invenzioni letterarie”, che con la sua ricchezza getta nuova luce sulla figura di Campanile, abbracciando gli aspetti biografici, l’inventiva che pervade nei suoi scritti e disegni e soprattutto le sue relazioni intrecciate con personaggi autorevoli del Novecento (Luchino Visconti, Dino Buzzati, Riccardo Bacchelli sono solo alcuni dei nomi possibili), testimoniate dai carteggi epistolari.

Prima visita guidata, a cura del dottor Rocco Della Corte, proprio con le autorità. Un notevole successo per la due giorni iniziale della seconda edizione della rassegna “Campaniliana”, premiata dalla partecipazione calorosa del pubblico, presente anche domenica nella rappresentazione di “Prestazione occasionale” al Teatro Artemisio-Volonté alla presenza dell’autore Francesco Brandi (che vinse il Premio nel 2017) e del presidente UILT Antonio Perrelli. La settimana prevede l’apertura della mostra allestita nella Sala degli Affreschi da lunedì 23 ottobre a sabato 27 ottobre (ore 10.00-12.30 e 16.30-19.00) e domenica 28 ottobre dalle 10.00-12.30. Chiusura in grande stile domenica 28, alle ore 17.30, in Auditorium con la premiazione del vincitore del Premio “Achille Campanile” 2018 e una vera e propria serata di gala in compagnia di volti noti del panorama culturale come Massimo Cinque, Francesco Siciliano, Emilia Costantini, Diego De Silva.