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ultimo aggiornamento 15/09/2020

Morgana Giovannetti: “L’umorismo è un gradino sopra la comicità per costruzione”

Intervista a cura di Rocco Della Corte




Attrice, regista, speaker radiofonica, autrice. Morgana Giovannetti, romana classe 1984, ha iniziato a lavorare in televisione da bambina al fianco di tanti mostri sacri. Poi una carriera continua a teatro, insieme a registi del calibro di Pier Francesco Pingitore, e nella musica con alcuni tormentoni divenuti virali per la loro carica ironica come “Ostia Beach” (2011), “Resto a Roma” (2012), “Il pulcino Pio”, quest’ultimo uno dei video più cliccati sulla rete ancora oggi. Tra umorismo, comicità e parodia, ecco la visione del teatro di una giovane ma affermata attrice di grande bravura.

Morgana Giovannetti, iniziamo questa intervista leggendo velocemente il suo curriculum. Da bambina faceva le imitazioni, poi i film e il teatro. Come ha sviluppato questa dote che sarebbe poi diventata il suo lavoro? C’è stato un episodio particolare che l’ha ispirata?

Da bambina mi ispiravano le persone che vedevo, le maestre, i parenti, i compagni. Io tornavo a casa e per raccontare le mie giornate imitavo tutti. Ma ero affascinata anche dagli imitatori della tv come Oreste Lionello-Andreotti, Leo Gullotta-Leonida. Questo è ciò che mi ha ispirato. La dote l’ho sviluppata osservando, da bambina, e lavorando molto e continuamente da adulta, precisamente da quando avevo 15 anni ad oggi.

In teatro ha lavorato moltissimo interpretando spettacoli di tipo comico e umoristico. Sicuramente una naturale valorizzazione delle sue doti, ma cosa le piace di questo genere così provocatorio, capace di suscitare la risata facendo riflettere contemporaneamente?

Credo che dietro a qualsiasi risata vera ci sia sempre una profonda riflessione. Credo che per ogni emozione drammatica sia necessaria una risata, o almeno la mia indole è così. La leggerezza è il fardello più pesante che mi porto dietro. È per questo che non distinguerei tra stile “provocatorio”, “che fa ridere e fa riflettere”, “che fa solo ridere” ma in cose fatte bene e cose non fatte bene. Ecco, a me piacciono le cose fatte bene.

Una domanda tecnica, rifacendoci ad Achille Campanile: distingueva la comicità dall’umorismo dicendo che l’una è oggettiva e l’altro è soggettivo. Come si ritrova in questa definizione? È a suo avviso ancora attuale tra voi attori?

Beh, ci sono delle persone, a prescindere dal mestiere che fanno, che hanno proprio una comicità naturale, che fanno ridere, tanto. E ci sono comici che magari fanno ridere meno. Quando quelle persone con la dote naturale poi fanno i comici nella vita, quello sì che funziona. L’umorismo è un gradino superiore, non per valore ma per costruzione. Nel senso che non è solo un modo di muoversi, di parlare, di far battute immediate, ma anche di attingere dalla conoscenza della società, della politica, dell’attualità, della storia. Deriva dall’osservazione, dalla curiosità. Una persona non curiosa non potrà mai avere o fare umorismo, ma potrebbe comunque essere tanto comica.

Le avranno fatto mille volte questa domanda: fra le sue produzioni ironiche c’è, oltre a “Ostia Beach”, “Il Pulcino Pio”. Una canzone satirica, umoristica, parodica che ha avuto un successo straordinario. Se lo aspettava? E come lo spiega?

E qui si torna alla leggerezza. E al lavoro costante. “Il Pulcino Pio” è una filastrocca semplice, divertente e ripetitiva, un gioco. Mi permetta di non essere d’accordo con le definizioni di “satirica, umoristica e parodica”, sarebbe pretenzioso… È una canzone nata da un gruppo di lavoro di un programma radiofonico, che era il morning show di Radio Globo, con Tirocchi e Paniconi. Fare un programma in radio tutte le mattine è un lavoro di sveglia all’alba costante, avevamo dei ritmi di scrittura serratissimi, produrre ogni giorno nuovi contenuti richiede concentrazione e impegno costante. Il pulcino è stato un ritaglio di svago in quella macchina di lavoro molto impegnativa, senza la quale non sarebbe mai venuta fuori. Le cose non vengono mai dalla staticità. Ma sempre dal movimento, dal lavoro e dall’impegno. Quel successo no, non ce lo aspettavamo, ma nel nostro ambito tutti (o comunque tanti) lavoriamo sodo, pronti ad inciampare in qualcosa di simile.

Oltre alla interpretazione sul palco c’è anche la regia. Che tipo di esperienza è curare la regia essendo anche un’attrice e quindi vivendo a trecentosessanta gradi tutti i momenti di una rappresentazione?


Ooh quanto mi piace! Da bambina alla classica domanda “cosa vuoi fare da grande” ho sempre risposto “La regista” . All’epoca per l’ammirazione che mi ha sempre generato osservare Pingitore all’opera. Ora, da adulta, posso confermare che quello che ho provato ascoltando gli applausi in veste di regista è stato incredibile. Perché da regista ogni applauso è anche per te. Quello ad un attore, all’altro attore, ad un effetto scenico, ad un atmosfera, ad una canzone, ad un finale, ad un colpo di scena. E noi che viviamo e respiriamo di teatro, abbiamo una perversione profonda per gli applausi. Quello che non ho mai fatto e mai vorrò fare è essere contemporaneamente attrice e regista nello stesso lavoro. Non riuscirei a concentrarmi al cento per cento in entrambe i ruoli, la tracotanza non è mai cosa buona. Ovviamente chapeau per chi ci riesce.

Concludiamo questa intervista sul valore della parola e sull’esasperazione dei concetti. Campanile scrive di Newton: “… il famoso fisico stava sotto un albero, quando gli cadde una mela sul capo… Dunque, si mise a pensare: come mai la mela cade in giù invece che in su? (certo, per fare queste grandi scoperte, oltre che gran geni bisogna essere anche un po' scemi. Come può venire in mente a qualcuno che una cosa possa cadere in su?)“. Ecco, da attrice e comica, come risponderebbe ad una simile domanda e cosa le suggerisce a livello artistico una tipologia simile di riflessione?

Io ho risposto alle domande nell’ordine in cui me le ha poste lei. Prima la 1, poi la 2, e così via fino alla 6. Perché? Ecco, Chi sa spiegare le cose che ci sembrano banali de-banalizzandole è un vero genio.
 


Intervista esclusiva a cura di Rocco Della Corte – Responsabile Ufficio Stampa e Comitato Scientifico “Campaniliana” – Rassegna Nazionale di Teatro & Letteratura – www.campaniliana.it. Si ringrazia Morgana Giovannetti per la disponibilità e la gentilezza.