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ultimo aggiornamento 04/05/2020

Lo scemo per finta che ti frega sempre: attenzione ai Celestino!

Una splendida opera del Maestro pubblicata da Rizzoli nel 1942

Rocco Della Corte




L’ingenuità è una brutta bestia, soprattutto per chi la coltiva in sé realmente. Capita, però, che molto spesso essere buoni e cadere dalle nuvole non sia una dote naturale ma una furba maschera. È il caso di Celestino, il protagonista della fortuna (propria) e della disgrazia (altrui) raccontata in un libro unico nel suo genere, Celestino e la famiglia Gentilissimi, edito da Rizzoli nel 1942. La struttura dell’opera è quanto mai particolare: riflessioni, appunti, lettere compongono una narrazione vibrante, frammentata nelle modalità proposte ma assolutamente lineare nello svolgimento dei fatti. A cambiare sono gli espedienti che il disturbatore seriale Celestino inventa per compromettere la quiete familiare della nobile famiglia Gentilissimi. Carlo, Elvira e le due figlie, Ada e Carlotta, vivono in un ambiente familiare fatto di convenzioni, anche un po’ ipocrita (e qui c’è la grandezza di una critica ai costumi discreta, sottile, ma spietata). La loro falsa routine è turbata dal rompiballe di turno, che non perde mai occasione per architettare equivoci e inganni ed infilarsi nel loro “nido” familiare. Tuttavia le presunte parentele illustri dell’ospite e un galateo ferreo da rispettare faranno consumare a Carlo e ai suoi familiari sin troppo rabarbaro per far fronte ai problemi gastrici nervosi indotti dallo scemo per finta. L’apparato macchiettistico eretto da Achille Campanile funziona in maniera impeccabile: impeccabili, infatti, sono le bugie che Celestino racconta;

inoppugnabili sono le ragioni e le giustificazioni dell’invasore che si trova davanti il conte Gentilissimi, insieme alla sua famiglia; surreali ma logici gli scontri tra le parti, che si concludono sempre con il cedimento su tutta la linea degli aggressori (i Gentilissimi, che vorrebbero cacciare senza pietà l’indesiderato avventore) e il trionfo del sibillino insincero (Celestino, capace di passare da carnefice a vittima con congegnate menzogne sempre solide). Fra tentativi, magheggi, colpi di scena e incredibili scenette familiari Campanile conferma la sua maestria nel contagiarci, con la risata, con verosimili spaccati di superba ilarità tratti da una qualsiasi famiglia “bene” degli anni Quaranta.
Pillole campaniliane: la “Campaniliana”, rassegna di teatro e letteratura organizzata dalla Fondazione di Partecipazione Arte & Cultura Città di Velletri, nel 2020 giunge alla sua quarta edizione. Il Premio Nazionale Teatrale è in corso e sono già pervenuti numerosi copioni. On line si è svolta la maratona di lettura di opere di Campanile per la “Giornata Mondiale del Libro” e l’organizzazione sta studiando le prossime iniziative per continuare l’opera di divulgazione e riscoperta di uno dei più grandi Maestri del Novecento.